martedì, 26 agosto 2008

Ci sono giorni in cui il risveglio potrebbe non sembrare così male.
Se hai passato la notte sognando di essere intrappolato in un corpo di 160 chili, e di percorrere un'infinita serie di bilance continuando a pensare “magari quella prima era rotta” ottenendo sempre il medesimo desolante numero, anche il risveglio di un lunedì mattina potrebbe essere piacevole.
Potrebbe.
Sicuramente anzi, se solo il risveglio non facesse che riconoscere il sogno in una realtà in cui felicemente ti avvii verso l'abnorme meta.

Con questo pensiero in testa, e il ricordo dell'enorme stazza che fino a poco prima possedevi, a passi pesanti ti dirigi in cucina: hai bisogno di tirarti su.
Apri il frigo, ancora non recepisci bene ma non ha importanza, i movimenti sono ormai automatici: tendi la mano verso la bottiglia di latte parzialmente scremato e richiudi l'anta. Poi è il turno della tazza, del cucchiaio, dei cereali fitness con scaglie di cioccolato di tua madre, e del cacao in polvere, nesquik.

A questo punto pensi: “ok, una sana colazione è il modo giusto per iniziare la giornata.”
No, non è vero, non lo pensi. Ingozzarti è la tua unica preoccupazione.
Rovesci mezza bottiglia di latte nella scodella; di certo le indicazioni per mantenersi in forma scritte sulla confezione a fianco della silhouette longilinea non sarebbero d'accordo, ma in fondo, a chi importa.

Prendi la suddetta confezione, la inclini, ci infili la mano dentro e la usi come una pala, o forse un bulldozer sarebbe un paragone più adatto.
Guardi la massa di cereali galleggiare nella tazza e lentamente inzupparsi, un po' avvilito a dire la verità: ci sono poche scaglie di cioccolato.

Decidi quindi di optare per una selezione più accurata: frughi nella busta per cercare i preziosi pezzi che ti erano sfuggiti, e li butti a mollo, a far compagnia al pastone che nel frattempo si è formato nella scodella.
Immergi il cucchiaio. Crunch. Di nuovo dentro. Crunch. E via così.
Guardi la ciotola, i cereali sono finiti ma è avanzato un po' di latte, ti volti verso l'invitante confezione di cereali fitness con scaglie di cioccolato (ben poche dopo la precedente razzia), per un momento esiti, poi pensi: “Massì, tanto sono dietetici.” E giù un'altra tazza.

E via così.

E porcomirko comunque.


Valgaav, 01:26, commenti (5)?

sabato, 09 agosto 2008

E anche se un po' in ritardo lo posso dire: è veramente finita.
L'esame è passato, l'ostacolo apparentemente insormontabile, lo scoglio che si ergeva alla fine di cinque anni di liceo, è stato superato.
"Brillantemente superato", direbbe mia madre, fiera del suo bambino e del suo bel voto.
Un bellissimo, inutile, voto, un soprammobile da tenersi in casa per qualche mese prima di stufarsi, perchè nessuno a un colloquio di lavoro ti chiederà il voto di maturità anzi, nessuno te lo chiederà mai e basta, perchè a nessuno importerà.
Ma non è tanto questo; "soddisfazione personale", uno potrebbe prenderla così.
Eppure io non ci vedo niente comunque. Nessuna maturità.
Vedo solo, ancora, tanta paura.
Troppa angoscia per il futuro, troppa indecisione.
Due anni ho corso verso un obiettivo che mi ero prefissato.
Due anni strani, di cambiamento, sempre segnati da questo pensiero che li rendeva imperfetti.
Due anni bellissimi, ormai finiti; e intravedo il traguardo, vicinissimo.
Ma non so più se è questo che voglio, probabilmente non l'ho mai saputo. Cercavo solo la soluzione più semplice per il problema, come sempre.
So che ho paura di andare avanti, di crescere.
Forse non è poi così terribile, magari si tratta di un attimo, come un tuffo nel vuoto da una scogliera.
È solo questione di riuscire a buttarsi.
Ma ho paura di non farcela, ho paura di saltare e ritrovarmi solo, in un mare che non conosco.
E di continuare a scrivere sempre i soliti post inconcludenti.

Valgaav, 14:37, commenti (5)?

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Un ragazzo che pensa troppo, o forse troppo poco... Un ragazzo che, pur non avendo alcuna autostima, riesce a essere incredibilmente vanitoso e pieno di se. Lunatico, pessimista, indeciso su tutto: sul mondo, sugli altri, su se stesso..
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