Per una persona cara, grazie di tutto
Le luci sono spente, il sole ormai tramontato, ma nell’oscurità del piccolo salotto si distinguono due figure sul divano, le forme disegnate dal tenue chiarore proveniente dal televisore acceso.
Lei è seduta, tiene le gambe incrociate sul divano come suo solito, lui disteso, la testa adagiata sul petto di lei.
Le immagini si susseguono sullo schermo: il film non è stato scelto a caso, lui ci teneva particolarmente a vederlo, lei lo sa.
Lo abbraccia e lui afferra il braccio con entrambe le mani, stringendosi a lei.
A prima vista potrebbero sembrare una coppia, ma non lo sono, c’è molta più dolcezza e intimità in quel rapporto, come solo tra fratelli può esserci.
Il film continua a raccontare, ma lui quella storia la conosce già: è una storia di paura, di cose non dette, emozioni e sensazioni represse, per paura e per odio verso se stessi e il mondo.
Lei conosce il suo dolore, e lo abbraccia più forte.
E quel momento potrebbe durare per sempre, o almeno, questo è quello che lui vorrebbe; perché è nella semplicità e delicatezza di quei momenti che lui è veramente felice.
Volevo provare a descrivere qualche momento particolarmente importante o significativo, ma mi sembra di finire con l'essere sempre prolisso quando scrivo, forse perchè vorrei parlare di tante cose, ma nn ho mai abbastanza voglia per mettermi a raccontarle, finisco sempre per dire tutto in una volta
Pur aderendo in una qualche misura al movimento attivista "truzzi al rogo", ho sempre cercato di capire le origini di questo moderno fenomeno di "sviluppo" dell'individuo umano, si, per cercare soluzioni alternative di risanamento.
Ebbene, trovandomi in un momento di particolare sconforto, avevo deciso oggi di dedicarmi a una qualsiasi attività che fosse socialmente, culturalmente, e psicologicamente inutile, attività che peraltro svolgo con una certa assiduità; la mia scelta era caduta sull'ascolto sistematico delle sigle di cartoni animati giapponesi, quelle firmate Cristina d'avena e Giorgio Vanni per intendersi, il cui alto contenuto politico e morale è da tutti riconosciuto.
Al culmine di questo affascinante e psichedelico viaggio mentale, precisamente mentre ascoltavo "Rossana daai peeensaci un po' tuuu" , sono giunto a un'illuminazione.
Il problema sono proprio queste sigle: forgiate dalle diaboliche menti dei 2 individui sopra citati, con i loro ritmi house e i loro martellanti "unz unz" inducono il tenero frugoletto dalla mente ancora malleabile a intraprendere la via del truzzo, condannandolo a una vita di sperpero e futilità.
Le ragioni per le quali alcuni bambini ne escano indenni tuttavia, mi è ignota.
Sospetto quindi in un concordato segreto tra le maggiori aziende di moda e la Mediaset, nessuno è al sicuro!
Bene, il vaneggio è finito, amen
ogni riferimento a fatti o a persone realmente esistenti è puramente casuale.
E non esiste alcun movimento di quel genere, o almeno io nn ne faccio parte.
eccomi: di nuovo qui, davanti a un monitor, a cercare di raccontare pensieri ed emozioni, che la maggior parte delle volte rimangono solo un indefinito alternarsi di sensazioni contrastanti, perchè bloccate dalla mia totale incapacità di riuscire a esprimere ciò che provo come vorrei...
Forse perchè non lo so che cosa provo, non so che cosa voglio, e non so chi sono, o meglio non lo so più...
Non lo so quanto durerà:
potrebbe essere un mese, un anno.
O un giorno: di solito è questa la durata dei miei buoni propositi
« Solo paroleUn ragazzo che pensa troppo, o forse troppo poco... Un ragazzo che, pur non avendo alcuna autostima, riesce a essere incredibilmente vanitoso e pieno di se. Lunatico, pessimista, indeciso su tutto: sul mondo, sugli altri, su se stesso..
vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »





























